Omero gatto nero, Gwen Cooper

omero

Questo gatto è un tipo tosto!

Trama

Gwen Cooper ha due gatti, un lavoro precario e una relazione fallita da dimenticare. Un giorno il veterinario la chiama per raccontarle la storia di un gattino di due settimane cieco e abbandonato. Lei va a vederlo, cercando un motivo per non prenderlo ma si conosce, infatti non resiste. È subito amore. Gli amici la mettono in guardia: Omero non le può dare le stesse soddisfazioni degli altri gatti, ma solo problemi e preoccupazioni. Il micio, invece, diventa ben presto una forza della natura dall’entusiasmo contagioso. Grazie alla sua incrollabile fedeltà e all’inesauribile voglia di vivere, trasforma l’esistenza di Gwen, insegnandole ad affrontare gli ostacoli e aprire il cuore, perché per amare non servono gli occhi.

***

Omero ha una straordinaria capacità di adattamento. La sua intraprendenza e il suo innato ottimismo gli danno lo slancio giusto per affrontare ogni sfida che la vita gli mette davanti.

Omero sfoderò una lista di cose da fare lunga un chilometro quando arrivammo nella nuova casa. C’era la pianta di un nuovo appartamento da memorizzare e mi assicurai che la imparasse in funzione della sua cassettina, mettendocelo non appena lo liberai dalla gabbietta. Dopo un’ora di misurazioni iniziò a correre di stanza in stanza; aveva già tutto chiaro in mente.

Quando manca un senso, gli altri si acuiscono, così Omero sviluppa particolarmente udito, olfatto, tatto.

A volte passavo il tempo immaginando le conversazioni delle mosche che osservavano la bruciante umiliazione di un loro simile catturato da un gatto cieco. Nella mia mente, il dialogo faceva pressappoco così:

PRIMA MOSCA: Hai visto che Carl è stato catturato da quel gatto senza occhi? E dire che di occhi lui ne aveva almeno un centinaio!

SECONDA MOSCA: Già, be’, Carl era un idiota.

L’autrice ha uno stile che non manca di far sorridere, ma anche emozionare, come nell’insolita testimonianza dell’attacco alle Torri Gemelle.

Provai a contattare la portineria del mio palazzo. Nessuna risposta. Provai a chiamare i fissi e i cellulari di una manciata di altri inquilini che conoscevo. Non c’era nessuno. La sola speranza che mi era rimasta, che qualcuno mi dicesse: Ehi, non sia sciocca! Qui va tutto a gonfie vele! Svanì.

Vetri infranti, pensai. Vetri infranti e un gatto cieco.

Omero suscita ammirazione, tenerezza e simpatia.

Ho sentito di gatti addestrati dai padroni a usare il gabinetto al posto della lettiera, ma non ho mai saputo di un gatto che decide spontaneamente di fare propria una simile pratica.

La prima volta mi resi conto della prodezza per caso. Una mattina mi svegliai presto e barcollai verso il bagno. Accendendo la luce, scoprii che era…già occupato: Omero era in equilibrio sul bordo del wc.

«Oh, scusa», dissi senza pensare, ancora mezzo addormentata. Fu solo dopo aver chiuso la porta alle mie spalle mi dissi: Aspetta un momento!

«Il nostro gatto è un genio!» comunicai strabiliata a Laurence più tardi quello stesso giorno.

«Sarà un genio quando imparerà a tirare lo sciacquone», mi rispose lui.

Alla vista di Omero, chiunque cade nella solita domanda. Non si capacita di come faccia le sue cose “da gatto”. Gwen risponde come un automa, mascherando il fastidio e protegge il suo gatto dal pregiudizio. Presto, tutti coloro che volevano conoscere Omero per pura curiosità, si ritrovano a fare qualunque cosa pur di entrare nelle sue simpatie.

Se quella sera mi avessero chiesto: «Che cosa vuol dire che non ha occhi? Come fa a muoversi? Come può vivere così?» la mia risposta sarebbe stata diversa e infinitamente più semplice di quelle che davo di solito.

Io sono gli occhi di Omero. E lui è il mio cuore.

Il mio parere

Sì, è vero, mi è scappata qualche risata ogni tanto, anche se mi aspettavo più emozione su altri fronti. Omero è un gatto degno di nota ma vorrei affezionarmi al protagonista, sentire la sua mancanza quando chiudo il libro. Buono ma non molto coinvolgente.

Per me 🙂 🙂 🙂

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3 risposte a “Omero gatto nero, Gwen Cooper

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