Il Gentilcane-Intervista di Giordano Alfonso Ricci

Librosi*, conosciamo meglio Giulianna D’Annunzio

1) Chi è
Mi chiamo Giulianna D’Annunzio
2) Che cosa significa per te la parola autore
L’autore è un sognatore che mette su carta il suo sogno prima che svanisca, per non dimenticare.
3) Qual è il genere delle tue opere
Scrivo narrativa con protagonisti o co-protagonisti a quattro zampe per amici degli animali dai dieci ai cento anni.
4) Racconta in non più di dieci righe la tua opera più bella
Premetto che non riuscirei a scegliere la mia opera più bella, così come da mamma non sceglierei tra i miei figli, poiché ognuna ha le sue peculiarità che mi rendono orgogliosa. Al momento ho scritto tre romanzi ma, essendo due di loro presso editore e quindi non ancora ufficiali, posso parlare soltanto de Il Gentilcane. Pedro narra una storia che dentro ha il mio cuore. È la sua vita, la nostra vita insieme. Abbandonato in aperta campagna insieme ai fratelli, incontra Lungo (Pedro nomina gli umani in base alla prima impressione che ha di loro) che li porta con sé e si adopera per trovar loro una casa. Pedro andrà a vivere presso una famiglia dove conosce Roxy, una cocker che sarà sua maestra di vera vita da cani, vita fatta di bocconcini, pisolini, marachelle e fughe d’amore.
5) Cosa ti aspetti che venga compreso della tua opera
Mi aspetto che si possa vedere il cane come un amico fidato e compagno di viaggio. Spero, come già è successo, che questo libro apra il cuore di molte persone e le porti a cercare l’anima canina gemella.
6) Secondo te la scrittura in che stato di salute versa
La scrittura mi sembra molto prolifica. Oceani di libri. La scelta è vasta e varia per generi, stili e qualità. Ci sono veri gioielli ma anche libri che lasciano indifferente, impassibile. Di tutto un po’ e quindi non riesco a generalizzare lo stato di salute della scrittura.
7) Com’è cambiato secondo te il pubblico dei lettori negli ultimi anni e se e quale ruolo hanno avuto i social in questo cambiamento
Sinceramente né da lettrice, né da autrice mi sono mai posta questo quesito. Leggo ciò che mi incuriosisce e scrivo ciò che amo a prescindere da come siano cambiati i lettori intorno a me. Ho l’impressione che i social aiutino in modo molto marginale. La maggior parte delle persone è sui social per svago e chi lo è per lavoro non impiega il proprio tempo per conoscere gli altri ma solo per promuovere se stesso. Questo crea un circolo chiuso che aiuta poco e alla lunga demotiva la frequentazione.
8) Quali sono gli elementi che a un buon libro non devono mai mancare
Ciò che io cerco in un libro: dinamismo, colpi di scena, uno stile narrativo accattivante, non pomposo, personaggi credibili. Tutti i tasselli della storia devono trovare una collocazione soddisfacente.
9) Sei su una scialuppa alla deriva e puoi portare solo uno tra “50 sfumature di grigio”, Delitto e castigo, Odissea, Il codice da Vinci, Uno qualsiasi della saga di Harry Potter, il tuo capolavoro, Pinocchio, La Bibbia. Quale salveresti? E quale butteresti per primo e quale butteresti per ultimo. Dacci anche qualche simpatica motivazione
Posso dire che porterei il mio o è troppo scontato? Dopo tutto il lavoro fatto dovrei buttarlo in mare? Il primo che sacrificherei è 50 sfumature, chiedendomi che ci faceva con me sulla scialuppa! Per ultimo l’Odissea…mi dispiacerebbe tanto e poi potrebbe servire come ispirazione per la vita in mare.
10) Qual è il segreto per vendere molti libri?
Passo…cosa si intende per molti libri?
11) In quale genere non riusciresti a scrivere neanche due righe
Neanche due righe di genere erotico. Riderei troppo!
12) Qual è il libro che ti ha ispirato nei tuoi lavori e se ti ispiri ad uno scrittore in particolare
Nessuno in particolare ma credo che Giorgio Faletti e Ken Follett si siano insinuati nel mio inconscio. Adoro il loro modo di passare da un personaggio all’altro, facendo vivere la storia da diverse angolature e incrociando le vicende ad arte.
13) Tre aggettivi per definire un buon autore e tre aggettivi per definire un buon lettore
Autore: accattivante, preparato, modesto;
lettore: aperto, attento, rilassato.
14) Cos’ha di diverso il tuo modo di raccontare le cose e perché
Non amo divagare e dilungarmi, non dico più di ciò che sia necessario. La prolissità mi annoia e infastidisce. Sono una persona di poche parole e ciò si riflette nel mio modo di scrivere privo di fronzoli.
15) Cosa deve invidiare la scrittura moderna a quella classica
Ogni epoca ha le sue caratteristiche linguistiche e culturali. Al di là dello stile impeccabile che si riscontra nei classici, potremmo invidiare la loro immortalità.
16) Cita tre autori contemporanei con cui vorresti uscire a cena (tutti e tre insieme si intende!) e almeno una domanda che non vedi proprio l’ora di fare a uno di loro.
Carla Maria Russo, Bruce W. Cameron, Ken Follett. A quest’ultimo chiederei come mai nei suoi romanzi spiccano sempre figure femminili estremamente forti.
17) Un autore che non leggerai mai
Non ho pregiudizi. Se scarto qualcuno è perché non mi interessa il suo genere.
18) Un libro che non hai finito
Dona Flor e i suoi due mariti. Una noia mortale, al primo marito ero già ko.
19) Parlaci dei tuoi progetti più prossimi
Tra breve uscirà il mio secondo romanzo, inutile dire che non vedo l’ora. È una storia dove ho seminato idee a sfondo sociale che spero con tutto il cuore possano attivare i lettori, perché tra finzione e realtà il passo è breve e l’una trae ispirazione dall’altra. Sto scrivendo racconti e lavorando al mio blog dove cito e recensisco libri più o meno conosciuti con protagonisti animali.
20) Fatti una domanda da solo/a e dai la risposta
Scriverai un quarto romanzo?
Sicuramente! Ma sono in attesa che la storia venga da me, sperando che lo faccia nel momento giusto, cioè quando avrò il tempo materiale di dedicarmi a lei.
21) Cosa ti piace e cosa detesti di questa intervista e perché
Non detesto nulla…ma…forse un po’ lunghetta? Comunque mi sono divertita! Grazie e alla prossima!

*Questa intervista è stata pubblicata nel gruppo Facebook “Libri che si comprano” il 18 Ottobre 2016