Ti do una zampa-Intervista dell’editore

Ciao Giulianna.
Dopo il successo di IL GENTILCANE approdi al tuo secondo romanzo con TI DO UNA ZAMPA.
Insieme alle persone vediamo nuovamente protagonisti i nostri amici a quattro zampe.
Sappiamo che Il Gentilcane è nato dal legame con il tuo amico Pedro, questo nuovo romanzo da dove trae ispirazione?

Ciao Mariapaola, grazie per l’intervista. Terminato IL GENTILCANE, pensavo di non aver niente da dire, invece questa nuova storia si è fatta strada prepotentemente. I personaggi prendevano forma velocemente e la struttura era sempre più chiara. Ho messo giù una mappa concettuale per non dimenticare i punti chiave e poi ho iniziato a sviluppare il romanzo. Il titolo è stato una scelta immediata e naturale, racchiude il concetto su cui si imperniano tutte le vicende.

Qualche persona o animale assomiglia un po’ a qualcuno di esistente?
Il cocker Duke non poteva che essere ispirato alla mia Roxy. A lei deve il suo carattere fedele e giocoso, i comportamenti buffi, il manto del colore del miele e il ciuffino biondo sulla testa. Emanuele spunta fuori quando meno ce lo si aspetta e parla poco, ma sempre a proposito e con una comicità tutta sua. Molte sue espressioni sono farina del sacco di mio figlio: non ho saputo resistere, ho preso appunti! Altri personaggi, principali e non, presentano tratti che ho stimato o detestato in persone realmente conosciute.

Ti identifichi in qualche personaggio? Perché?
Quando la narrazione passa da un punto di vista all’altro, inevitabilmente mi calo nel personaggio in questione, che sia un papà apprensivo, una mamma che fa yoga al mattino, una giovane donna che rientra a casa stremata dal lavoro, una preadolescente, un cane che si rotola tra le foglie secche e un gatto che grida libertà. In ognuno di loro c’è un po’ di me. Quando scrivo, entro nel luogo della mia fantasia e mi concentro “diventando” il personaggio, mi lascio andare…e poi fa tutto lui.

In questo nuovo romanzo si spazia molto tra diverse tematiche e fondamentale è il rapporto tra persone e animali che può cambiare in meglio la vita di entrambe quando entrano in relazione. Ti è capitato spesso di vedere questi cambiamenti?
Mi è capitato spesso. In molti la tendenza ad approcciarsi e relazionarsi agli animali è nettamente diversa da quella che hanno con altre persone. Maggior esternazione dell’affetto, tanto per dirne una. Probabilmente perché c’è la certezza di essere ricambiati, accettati per quello che si è e che quell’affetto durerà “finché morte non ci separi”. Ci si lascia andare un po’ di più e si può essere se stessi senza filtri.

Domandona: il bullismo è un argomento molto attuale, alla base del quale c’è sempre un disagio da entrambe le parti. Il caso che tu hai portato alla luce è particolare per una serie di condizioni, ma pensi che si potrebbe giungere ad adottare una formula vincente, anche con i ragazzi più grandi, per ridurre questo fenomeno? O si rischierebbe di mettere in pericolo gli animali, visti i fatti di cronaca che spopolano sul web?
Il bullismo è un argomento delicato e spinoso. Ciò che so l’ho appreso da vari articoli e studi sul tema. La terapia indicata per soggetti a rischio è conosciuta come Educazione Assistita dagli Animali. Negli ultimi anni sono stati attuati dei progetti di collaborazione tra scuole e psicologi animalisti, volti ad educare al rispetto e alla conoscenza del mondo animale. Quando un cane entra in classe, catalizza l’attenzione, stimola la collaborazione tra i ragazzi e la socializzazione, apportando beneficio sia al singolo che al gruppo. I risultati ottenuti da questi progetti mostrano che, recuperando un rapporto armonico con la natura e gli esseri viventi, si ottiene un miglioramento del rendimento scolastico e della capacità di socializzare nei ragazzi, con conseguente diminuzione di tendenza al bullismo e alla violenza. Queste attività vengono svolte sotto controllo per tutelare anche il cane. Gli avvenimenti di cronaca, spesso agghiaccianti e raccapriccianti di violenza gratuita su animali, fanno parte di una sfera oscura e perversa di gente che gode della sofferenza dei più deboli. Ma di questa fase estrema non ho voluto occuparmi. Spero sempre che tra la feccia ci sia l’individuo che possa battere la testa, vedere la luce e riscattarsi.

Altro argomento interessante di cui tu parli nel romanzo è la pet therapy che è molto usata soprattutto con i bambini. Hai avuto esperienza di questo tipo di pratica e dei suoi risultati in modo più o meno diretto?
Questa domanda ci ricollega alla precedente. La pet therapy viene utilizzata in diversi campi, per aiutare alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici. L’argomento mi ha sempre affascinata e ho letto molto a riguardo, ma non ho avuto esperienze dirette in campo sociale. Ciò che ho notato in ambito privato, invece, è stata la sensibilità che cani o gatti mostrano rispetto al malessere fisico o umorale delle persone e la volontà di intervenire per…dare una zampa.

L’ambientazione si sposta questa volta in montagna. Dal racconto traspare il tuo amore per i monti, grande almeno quanto quello per il mare e si capiscono tutta una serie di motivazioni. Vuoi accennare cosa vuol dire per te Natura a chi ancora non ha letto il tuo romanzo?

La Natura è l’elemento vitale che ci restituisce le energie disperse. Chi ha letto Il Gentilcane ricorda il rapporto con il mare d’inverno. Respirare la brezza marina quando gli unici suoni che sentiamo sono le onde e i lontani versi dei gabbiani. In Ti do una zampa mi sono riempita i polmoni con la resina dei pini del parco, ho respirato la fredda e rinvigorente aria di montagna, ho ascoltato il ruscello scorrere e l’eco della mia voce a fondovalle. La Natura è fonte di pensieri sereni e schiarisce quelli confusi.

Grazie per la disponibilità e per condividere con noi il tuo mondo che allarga i suoi orizzonti ai nostri amici a quattro zampe.
Grazie a te e a chi vorrà affacciarsi in quel piccolo mondo.