Un gatto randagio ma non troppo – Intervista dell’editore

Ciao Giulianna. Dopo il successo di IL GENTILCANE e di TI DO UNA ZAMPA eccoci a un nuovo romanzo: UN GATTO RANDAGIO MA NON TROPPO
Insieme alle persone vediamo nuovamente protagonisti i nostri amici a quattro zampe.
Come è nata questa nuova storia?

Ciao Mariapaola, ben trovata. Non riesco più a scrivere una storia che non abbia almeno un personaggio a quattro zampe. Non solo, deve anche essere la chiave di volta, l’elemento risolutore, deve avere un peso rilevante per sbloccare determinate situazioni stagnanti per le persone, troppo impegnate ad arrovellarsi e poco inclini a lasciar fluire gli eventi. Volevo personaggi di tutte le età, volevo che le loro storie si intrecciassero e volevo l’equivoco. La struttura della storia ha preso forma in modo chiaro e svilupparla è stato notevolmente stimolante.

È tutto frutto della tua fantasia o qualche fatto realmente accaduto ti ha indotto a raccontare questa storia?
Uno dei miei gatti è arrivato da noi tre anni fa, scegliendo la nostra come sua famiglia. Non si è mai allontanato ed è enormemente affettuoso, come se volesse ogni giorno mostrare gratitudine. Questo è l’unico elemento che conduce a qualcosa di accaduto a me. Altri fatti particolari sono avvenuti ad altre persone di mia conoscenza, curiosamente dopo che io le ho descritte nel romanzo. Forse la mia buona stella vuole rassicurarmi che la realtà è ben più incredibile della fantasia. Mi è già successo con Ti do una zampa: chi lo ha letto conosce la scena della busta buttata fuori dal finestrino. Una scena parimenti assurda mi è capitata personalmente tre mesi dopo aver concluso il romanzo!

Ci sono degli elementi a tinte gialle, come mai questa nuova scelta?
Amo i romanzi che passano da un personaggio all’altro, che tengono alta l’attenzione e dove non manca l’effetto sorpresa. La sfida è stata scrivere di situazioni che non sono ciò che sembrano, che sembrano ciò che non sono, che non sembrano ciò che non sono, che sembrano ciò che sono e alcune sono semplicemente ciò che sono… insomma confondere il lettore e stupirlo. Ci sarò riuscita? Per ora confondo chi legge l’intervista. Comunque scrivere questo romanzo è stato come camminare sulle uova! Ne sono orgogliosa e lo adoro.

Non vogliamo addentrarci troppo nella storia per non svelare i fatti, ma la figura di Samuele, il ragazzo protagonista, prende ispirazione da una persona reale?
Per alcuni tratti caratteriali, ma non per le situazioni familiari, mi sono ispirata ad un ragazzo che conosco, accentuandone il lato solitario e schivo. Samuele doveva essere, come lui, taciturno e diffidente, specie nei confronti degli adulti, e doveva anche avere un lato affettuoso e il coraggio di renderlo di nuovo visibile. Per fortuna il ragazzo non ha un fardello emotivo pesante quanto quello del povero Samuele.

Questa volta il protagonista peloso è un micio, ci vuoi dire che legami hai con i gatti?
I gatti sono presenze interessanti e partecipative. Suona la sveglia? È ora di colazione, non vorrai che patiamo la fame? I ragazzi devono uscire per andare a scuola? Tutta la truppa li accompagna al cancello. Torno da lavoro? C’è sempre quella che mi aspetta sulla strada, riconosce l’auto e mi scorta fino a casa. Stendo i panni? Zig zag selvaggio tra le mie gambe con rischio di faccia a terra. Mi accovaccio per tagliare l’erba? Non manca quello che si interpone tra coltello e ciuffo d’erba. Secondo i gatti non è mai il momento sbagliato per le coccole, loro non chiedono le mie attenzioni, se le prendono direttamente. Sono molti i luoghi comuni sui gatti, uno di questi è che siano opportunisti. Non sono d’accordo. Di tutti i gatti che ho avuto e che ho, nessuno si è mai dimostrato tale. Ci vogliamo bene. Questo è il nostro legame.

Che differenza riscontri tra cani e gatti a livello di comportamento e legame affettivo?
La domanda non è semplice come sembra. Ogni cane ha un carattere a sé, così come lo ha ogni gatto. Non mi sento di generalizzare, tanto più che a volte mi è capitato di vedere cani con “comportamenti da gatto” e gatti con “comportamenti da cane”. Senza andare lontano, io ho un cane che dorme sulla spalliera del divano e un gatto che mi accompagna al parcheggio e mi viene a riprendere… forse è la convivenza a confonderli.

Hai nuovi progetti in lavorazione?
Ho terminato un breve romanzo di fantascienza con portale temporale e profezie. Mi intrigano i paradossi e le realtà alternative. Anche qui non manca il cagnone. Una sfida notevole, ma sono soddisfatta del risultato.

Grazie per lo spazio e grazie a tutti i lettori. Vi auguro una serena e affettuosa convivenza con i vostri bau-mici e miao-mici.

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