Il Gentilcane – Recensione a cura di Babette Brown

Pedro è un “gentilcane”: si rivolge a tutti con rispetto e cortesia. Pelosi e non. Vive in una famiglia mista (cani e non), anche se Mia è la sua preferita e il legame con lei è inossidabile.

Chi ha cani “sa” come vanno a finire queste cose. Basta uno sguardo. E sei preso. Uno scodinzolio e sei prigioniero. Di un affetto caldo, solido, che ti accompagna per tutti gli anni di vita del tuo cane. Insieme a un senso di commossa gratitudine, quando questo legame si interrompe.

Pedro entra nella vita di Mia e Lungo insieme a un altro cucciolo, Jaco. La famiglia è già benedetta da una cagna, Roxy, una cocker adulta, che si prende l’onere di insegnare a quei cuccioli abbandonati l’esaltante mestiere di cane.

Una sola cosa Pedro si pentirà di non possedere, alla fine della sua scuola: una lingua comune con la quale poter dire a Mia quanto lui l’ami, di incondizionato, purissimo amore. Ma tanto, Mia lo sa. È la prima cosa che noi umani impariamo dai nostri cani.

“Il Gentilcane” è un romanzo dedicato a chi conosce la ricchezza straordinaria che ci viene regalata, quando nella nostra vita entra un cane. Di razza, o meticcio. Maschio, o femmina. Sano, malato. In ogni modo, la nostra esperienza di vita riceve un impulso straordinario. Il nostro cane ci ama per ciò che siamo: non si chiede se siamo belli, o brutti. Se siamo ricchi, o poveri. Noi siamo “suoi”, lui è “nostro” e questo basta. Certo, noi umani siamo un po’ un disastro: abbiamo un naso che non funziona, le “buone schifezze” ci fanno orrore, non pensiamo nemmeno per un istante a rotolarci su quel lombrico secco che… Insomma, abbiamo bisogno di essere guidati da una zampa forte e amorevole. Nessun cane penserà mai di non essere in grado di addestrare il suo umano.

Il romanzo di Giulianna D’Annunzio dà voce a chi non parla, ma sa farsi capire non appena scocca la scintilla del rapporto uomo-cane. Un libro delizioso che, senza umanizzare Pedro e i suoi amici a quattro zampe, ci regala una storia che ci invoglia a svuotare i canili e a portare nelle nostre case quei miracoli di fedeltà e amore che rispondono al nome di “cane”

 

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